Infedeltà professionale

In un numero considerevole di casi, le aziende perdono parte dei loro profitti o arrivano addirittura, in casi estremi, al fallimento, proprio a causa dell’infedeltà professionale. I comportamenti che la determinano sono diversi, e sono tutti accomunati dal fatto che un dipendente, collaboratore o socio agisce scorrettamente a discapito dell’azienda di cui è parte.

Comportamenti passibili di licenziamento per giusta causa

Tra i comportamenti più comuni possiamo trovare :

certificato medico falso

assenze ingiustificate

abuso del congedo previsto dalla legge 104

doppio lavoro effettuato presso aziende concorrenti

spionaggio dell’azienda

Tutte condotte che, soprattutto se ripetute e adottate da più dipendenti, possono portare a gravi conseguenze dal punto di vista economico. Per questo motivo è importante saper scovare tali atteggiamenti e agire con tempestività ed efficienza.

Come agire in caso di infedeltà professionale

Secondo la legge, in particolare la sentenza della Cassazione n.25162/14 del 26.11.2014, i controlli affidati ad un investigatore, quindi occulti, sono legittimi se riguardano le condotte del dipendente che incidono sul patrimonio della società. In questo caso infatti, la privacy e le garanzie del lavoratore vengono meno. Quindi, contattare un’agenzia investigativa per verificare opportunamente lo stato in essere di questi comportamenti, può essere un’ottima soluzione, se non la migliore in questi casi. Bisogna fare molta attenzione però : la legge vieta i controlli occulti nel caso in cui l’indagine sia volta a constatare l’efficienza e/o la produttività del dipendente.

Prendiamo ora come esempio il caso più comune : il lavoratore che sfrutta la malattia per assentarsi dall’azienda. In questo caso l’azienda è legittimata ad indagare sul dipendente anche assumendo un investigatore privato. E una volta scoperto il fatto, il licenziamento per giusta causa, quindi senza preavviso, è del tutto attuabile. Il vantaggio principale nel chiamare un’agenzia investigativa sta nel fatto che mentre il lavoratore può far credere al medico della fondatezza dei suoi sintomi, le prove raccolte dall’investigatore, per esempio mentre il lavoratore svolge un’attività non compatibile con lo stato di salute indicato nel certificato medico, sono inconfutabili.

Reato di patrocinio infedele

La nozione di patrocinatore sta ad indicare coloro che sono abilitati a difendere, rappresentare o assistere davanti all’autorità giudiziaria : in parole più semplici sono gli avvocati. Infatti, l’infedeltà professionale può interessare anche questa categoria, a discapito di chi viene assistito in tribunale nel corso di un processo. Il reato di patrocinio infedele (avvocato infedele) è previsto dalla legge e descritto nell’articolo 380 del codice penale : “il patrocinatore o il consulente tecnico, che, rendendosi infedele ai suoi doveri professionali, arreca nocumento agli interessi della parte da lui difesa, assistita o rappresentata dinanzi all’Autorità giudiziaria o alla Corte penale internazionale, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa non inferiore a cinquecentosedici euro”.

Il reato di patrocinio infedele si concretizza in una condotta attiva od omissiva, irrispettosa dei doveri professionali che arreca nocumento agli interessi della parte. L’infedeltà va dedotta dai codici di rito e dalle norme deontologiche dell’ordinamento professionale considerato e la condotta illecita può consistere anche nell’occultamento di notizie o nella comunicazione di notizie false e fuorvianti nel corso del processo.